Wednesday, October 28, 2009

BRILLANTI PROMESSE, SOLITI STRONZI E VENERATI MAESTRI 28.10.2009

Caro diario,
a volte mi piace vagabondare nei meandri dello stabile di tre piani che ospita il nostro giornale. Mi da la carica e mi permette di misurarmi con un campionario di varia professionalità che solamente LA VOCE DEL PADRONE può vantare.

Stamattina, sono stata nel reparto BRILLANTI PROMESSE ed ho incontrato il collega Tino Diamante. Diamantino, come ama firmarsi, viene dal Sud. Una storia difficile la sua: padre cronista sportivo, madre annunciatrice di una TV di periferia, un fratello tronista a “Uomini e donne”, una sorella pesantemente segnata da una breve esperienza nel Grande Bordello spagnolo, dove, si racconta, è stata costretta all’abbandono, da un Inflessibile Televoto, quando non erano trascorsi che pochi minuti dallo scoppio delle sue protesi siliconate.

“Sono tragedie che provano” mi ha confidato Tino, “ma tutto ciò che non ci uccide, non può che renderci più forti!”. E lui - da quel fatidico giorno in cui ha dovuto raccogliere brandelli di polimeri, in lungo e in largo, dentro l’immenso studio del Grande Hermano - più forte lo è diventato sicuramente. E più bravo. Inchieste-toste, approfondimenti-pilotati, marchette-politiche, querelle-letterarie, Tino non si fa davvero mancare niente! Sono quattro anni ormai che il dottor Libero lo considera una delle nostre migliori “brillanti promesse”, mentre voci di promozione al rango di “solito stronzo” si rincorrono un giorno si e l’altro pure….

Personalmente, non riesco a comprendere la frenesia che ha Tino di venire ammesso nel ristretto club dei “SOLITI STRONZI”. Per capire meglio, ho deciso di visitare anche il loro settore. C’è da dire che abitano la zona meno raccomandabile del nostro stabile e così, per cautelarmi, ho chiesto a Massimo Delrisultato di prestarmi il suo burqa da appostamento.

Il dipartimento dei soliti-stronzi è proprio come lo raccontano: un cubicolo neppure tanto grande, soffocato all’inverosimile di libri, scartoffie, appunti, giornali e chi più ne ha più ne metta. L’aria, ammorbata dal fumo delle sigarette, si taglia col coltello. E’ stato quindi da un angolo particolarmente scurito che è sbucato fuori, all’improvviso, il collega King Kong, spaventandomi a morte. Kong é un professore di mezza età, molto noto per la sua cultura enciclopedica. Di lui, il dottor Ghino di Punta ebbe a dire: “Non c’è ramo dello scibile sul quale non si sia aggrappato!”.

Per farsi perdonare lo spavento procuratomi, King mi ha fatto da Cicerone ed ha cortesemente accettato di rispondere a tutte le mie domande. Confesso di non essere riuscita a trattenermi. Se King era saldamente agganciato al ramo, io infatti cadevo dall’albero come una prugna secca: non sapevo che dei professionisti di grido potessero avere ancora necessità di leggere così tanti libri (assicuro che i testi sui banchi erano veramente parecchi – per certo, io ricordo di averne visto almeno cinque, tutti con titoli diversi uno dall’altro e dall’aspetto spaventosamente serio)! A che pro’? E perché tutta quella fatica? Quello spreco di risorse umane profumatamente pagate dal nostro editore?

“Leggiamo per documentarci” ha risposto King. “Per approfondire le nostre conoscenze sugli argomenti di cui scriviamo…”. Non capivo: mi stava forse dicendo che il nostro mestiere, la nostra “ARTE” non viveva più della sua ESSENZA, quanto piuttosto della sua FATICA-DI-SCRIVERE? Muovendo velocemente gli occhi intorno, quasi a volersi assicurare che nessuno, oltre la sottoscritta, potesse udirlo, il dottor Kong mi ha risposto che era effettivamente così: intendeva proprio questo! Non riuscivo a crederci! Non riuscivo a credere che, sotto il sole – e soprattutto dentro quelle gloriose mura - potesse albergare tanta ingratitudine! “I soliti stronzi!” non ho potuto fare a meno di bestemmiare. Ora mi era tutto chiaro! Mi era chiaro che questo genere di vipere velenose non mancano mai e si palesano, procurando terrore, quando meno te lo aspetti. Dove meno te lo aspetti!

Caro diario, lo confesso, sono scappata via tappandomi le orecchie! Ed ho pregato affinché il dottor Libero non venisse mai a sapere di quelle serpi che covava in seno: alla sua età un simile dolore potrebbe risultare fatale! Non è stato facile neanche per me riprendermi. Poco, pochino, mi ha aiutato, sulla via del ritorno, tagliare per il dipartimento dei VENERATI MAESTRI.

Era in corso il solito party organizzato per vincere il tedio giornaliero. Con la coda dell’occhio, ho visto Lo Smilzo, una delle nostre vecchie volpi, appartarsi con la co.co.co. Ecce Homo, mentre il collega, Lo Sfregiato, giocava con Samantha della cronaca rosa. Samantha, a sua volta, fumava e sfoggiava una coloratissima T-shirt sulla quale si notava, dipinta col pennarello, una simpatica mucca pazza brianzola che muggiva un suo convintissimo “Viva l’erba!”.

“Finalmente a casa!” non sono riuscita ad impedirmi di pensare. Osservare, anche per soli pochi minuti, i volti beati di quei professionisti arrivati, mi ha infine aiutato a tranquillizzarmi. Ad imbrogliare il folle battito del cuore. L’ardua lezione impartita dall’imprevista traversata del deserto però, resterà per sempre impressa nella memoria: monito severo ad ogni giornalistica vanagloria!

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