Caro diario,
sono distrutta! Peggio di così non sarebbe potuta andare! Adesso è quasi ufficiale: non diventerò MAI una giornalista. Men che meno una GRANDE giornalista!
“Non avresti dovuto premere sull’acceleratore!” ha detto Gigino lapidario e non ha voluto sentir ragioni.
Te lo ricordi Gigino Tor Quemada, no? Gigino è il caporedattore de LA VOCE DEL PADRONE, nonché il mio tutor da 6 mesi circa.
Dire che in tutto questo tempo, dopo qualche naturale diffidenza dettata per lo più da quella sua curiosa abitudine di spendere mattina e sera saltellando felice da un sito di donnine allegre all’altro, ho imparato ad amarlo.
Di più, ti confesso che stasera avevo pure sperato che si decidesse ad invitarmi a cena. Dovevo incontrarlo per mostrargli gli ultimi pezzi. Quei pezzi che avevo scritto con tanto zelo, seguendo passo passo la corrente crisi politica, acculturandomi su tutto ciò che circonda questo meraviglioso mondo: festini allegri, ragazze disinibite, escort a ore, viados, trans e chi più ne ha più ne metta. Si fa per dire s’intende. Insomma, un lavoro di studio non indifferente, faticoso a suo modo e che non può essere portato a termine se non vi è dietro una grande passione.
E poi lui è arrivato. Bellissimo. Capelli neri, abbronzato (c’è del tenero in quella sua modalità inflessibile di operare, che alle 13 di ogni santissimo giorno, cascasse il mondo e qualsiasi governo, lo porta a rendersi irreperibile in ufficio per recarsi a fare la lampada), camicia bianchissima sbottonata sul petto, dentatura candida e perfetta. Confesso che il mio cuore ha mancato un colpo, sentivo le mani sudaticce, ma sono riuscita a fare finta di nulla.
Gli ho passato i pezzi uno ad uno. Dal primo fino all’ultimo. Inclusa una bozza per un articolo che speculava su una possibile evoluzione della crisi e titolato: IL TAPPO E’ SALTATO 2: LA VENDETTA. Un occhio al rolex d’oro un occhio ai miei scritti, il mio caporedattore non ha fatto un solo commento. Prima di cestinarli tutti quanti a lettura finita.
E poi ha esordito proprio con quella fatidica frase: “Non avresti dovuto premere sull’acceleratore!”.
“Che dici Gigino?” non capivo.
“Sono deluso! Deluso!” ha sbraitato alzandosi e percorrendo a grandi passi la stanza. “E così che ripaghi la mia fiducia? E tutto il lavoro fatto? I consigli elargiti? A che prò?”.
“Ma… ma… ma…” ho balbettato shoccata.
“Non c’è ma che tenga! E’ tutto sbagliato, tutto da rifare. A cominciare proprio dall’argomento. Una donna! Una donna che decide, di sua iniziativa, di parlare di Politica: ma dove andremo a finire?”. Era furioso. “Per non parlare di tutto quell’io so, io posso, io voglio. È davvero rivoltante! Avresti dovuto fermarti… chiedere… Uno qualsiasi dei tuoi colleghi maschi avrebbe potuto darti consiglio, illuminarti… Lo stesso dottor Ghino di Punta sarebbe stato felice di istruirti in merito, o non penserai che la sua poltrona in pelle di pianista-di-montecitorio-colto-in-fallo se la sia guadagnata scrivendo occhielli riempitivi?”.
“Mah… veramente…. Mi pareva di avere seguito un filo logico di ragionamento che… reggeva. Ti ricordi di quando ti parlavo dei due principi che non avrebbero potuto convivere a lungo nello stesso principato?”.
“Sciocchezze! E no che non mi ricordo!”. Poi Gigino, altero e immusonito, ha raccolto le sue cose e prima di andarsene mi ha dato chiaramente ad intendere che avrebbe riconsiderato la sua posizione di tutor.
Caro diario, ho ancora nelle orecchie il tonfo pesante della porta che si chiudeva alle sue spalle! Proprio vero, peggio di così non sarebbe potuta andare! Ripeto, adesso è quasi ufficiale: non diventerò MAI una giornalista. Men che meno una GRANDE giornalista!
Ma, soprattutto, quando mi ricapiterà un così chiaro intelletto da amare?
Meglio fare una pausa di riflessione, prendersi una “breve” vacanza, come ha detto il nostro titolista e leader maximo Aquila-saggia-che-bene-conosce-le-anse-dei-fiumi-dove-si-abbeverano-lupi-ed-agnelli Cupiello-Esposito prima di partire per le ferie estive che ancora sta trascorrendo nella bellissima isola di Antigua, e se lo dice lui…..
Monday, November 15, 2010
Saturday, May 8, 2010
Aggiornamento 2010
Caro diario,
solo per dire che tornerò molto presto ad aggiornarti.
Del resto, con la crisi subprime-che-corre, l'euro che cola-a-picco e quant'altro... anche la vita-di-noi-future-giornaliste-senza-speranze in forza a LA VOCE DEL PADRONE é diventata sempre più dura e... a volte... CI TOCCA PURE LAVORARE!
CHE TEMPI!
A presto, dunque. Per intanto ti segnalo....
ROSEBUD - OPINIONI E COMMENTI ONLINE.
solo per dire che tornerò molto presto ad aggiornarti.
Del resto, con la crisi subprime-che-corre, l'euro che cola-a-picco e quant'altro... anche la vita-di-noi-future-giornaliste-senza-speranze in forza a LA VOCE DEL PADRONE é diventata sempre più dura e... a volte... CI TOCCA PURE LAVORARE!
CHE TEMPI!
A presto, dunque. Per intanto ti segnalo....
ROSEBUD - OPINIONI E COMMENTI ONLINE.
Friday, January 8, 2010
LA BEFANA 06.01.2010
Caro diario,
questa volta Gigino Tor Quemada, il nostro caporedattore, si é davvero superato! Pensa che si è offerto di farmi da Tutor!
Non riesco ancora a crederci!
Ecco come é andata.
Questo pomeriggio, alle 2.30, ora canonica nella quale, normalmente, cascasse il mondo, inizia il suo quotidiano “navigare” da un sito giornalistico-pieno-di-donnine-allegre-all’altro, si è invece presentato in redazione vestito da Befana. Non mancava di scopa, cappello a punta e sacco carico di doni.
Blaterando in simil-Latino, si è quindi appropinquato a ciascun tavolo e ha lasciato sullo stesso un piccolo dono impacchettato!
La prima a scartarlo veloce è stata Edy Toria, la nostra Firma Prestigiosa. Edy ha ricevuto in regalo un carnet con dieci buoni di partecipazione a Scorta a Scorta, il suo programma di intrattenimento giornalistico preferito. A dirti la verità, mi è sorto subito il sospetto che quel “dono” fosse stato fortemente "caldeggiato" dall'omaggiata. Non si spiegherebbe altrimenti, l’ordine urgente piazzato in mattinata, all’unica Boutique Benetton aperta nelle pianure della Mongolia interna. Edy ha infatti ordinato dieci maglioni di cashmere di Capra Hircus. “Ognuno con un colore di capra diverso!” l’ho pure sentita specificare al telefono.
Ma, ai più, non è sfuggita soprattutto la lacrima di commozione versata da Bernd Lehman-Madoff, il collega che si occupa di Economia, mentre sfilava, dalla tasca di una Befana-improvvisamente-distratta, un portafoglio in pelle di rinoceronte nuovo di zecca. Naturalmente, Gigino sapeva bene della predilezione di Bernd per questo-particolare-gesto, è credo abbia voluto accontentarlo. Il tocco-artistico che ha commosso il noto economista, così come la redazione tutta, è stato però lo spuntare, dallo stesso borsello levigato, di due coloratissimi titoli-Lehman-andati-a-puttane-nel 2008. Debbo ammettere che quando vuole Gigino sa davvero il fatto suo!
Savio Narola, il nostro irascibile collega di Cernusco sul Naviglio, ha invece ricevuto in regalo un modellino del Duomo di Milano. Si è però risentito con la "Befana" perché lui aveva “ordinato” una Torre di Pisa. Adirato, ha preso il regalo e lo ha lanciato fuori dalla finestra, nella piazza sottostante. Non sappiamo che fine abbia fatto!
A parte questo piccolo incidente, gli altri colleghi sembravano tutti felici del dono ricevuto: Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria y Sfiga (Sport) col suo nuovo cornetto napoletano da due metri per quattro, Verter LoVecchio con l’ultimissima edizione speciale PER-CRITICI-DI SUCCESSO del Tutto-Shakespeare-per-Dummies, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo con un intera collezione-di-soffiate-per-falsi-scoop e via così... regalando. Da notare che, persino il compassato Ghino di Punta, il severissimo opinionista politico de LA VOCE DEL PADRONE, ha fatto punto di esibire, al bar dell’angolo, la sua nuovissima Agenda del Giornalista in vera pelle di pianista-di-Montecitorio-scorticato.
Tuttavia, nessuno, credo proprio nessuno, ha provato un’emozione, tanto vera e tanto forte, come quella che ho provato io, nell’aprire la semplice missiva depositata sul mio tavolo. E che dire del nodo alla gola che mi soffocava quasi mentre leggevo le scarne righe vergate su foglietto bianco?
"Copia-e-incolla da Internet un articolo per una futura-giornalista-senza-speranze e l’avrai fatta lavorare per un giorno, insegnale come copiare-ed-incollare-senza-farsi-scoprire e l’avrai fatta professionista per tutta la vita”.
Gigino, il tuo futuro tutor.
Caro diario, che giornata! E che Befana!
Continua…
questa volta Gigino Tor Quemada, il nostro caporedattore, si é davvero superato! Pensa che si è offerto di farmi da Tutor!
Non riesco ancora a crederci!
Ecco come é andata.
Questo pomeriggio, alle 2.30, ora canonica nella quale, normalmente, cascasse il mondo, inizia il suo quotidiano “navigare” da un sito giornalistico-pieno-di-donnine-allegre-all’altro, si è invece presentato in redazione vestito da Befana. Non mancava di scopa, cappello a punta e sacco carico di doni.
Blaterando in simil-Latino, si è quindi appropinquato a ciascun tavolo e ha lasciato sullo stesso un piccolo dono impacchettato!
La prima a scartarlo veloce è stata Edy Toria, la nostra Firma Prestigiosa. Edy ha ricevuto in regalo un carnet con dieci buoni di partecipazione a Scorta a Scorta, il suo programma di intrattenimento giornalistico preferito. A dirti la verità, mi è sorto subito il sospetto che quel “dono” fosse stato fortemente "caldeggiato" dall'omaggiata. Non si spiegherebbe altrimenti, l’ordine urgente piazzato in mattinata, all’unica Boutique Benetton aperta nelle pianure della Mongolia interna. Edy ha infatti ordinato dieci maglioni di cashmere di Capra Hircus. “Ognuno con un colore di capra diverso!” l’ho pure sentita specificare al telefono.
Ma, ai più, non è sfuggita soprattutto la lacrima di commozione versata da Bernd Lehman-Madoff, il collega che si occupa di Economia, mentre sfilava, dalla tasca di una Befana-improvvisamente-distratta, un portafoglio in pelle di rinoceronte nuovo di zecca. Naturalmente, Gigino sapeva bene della predilezione di Bernd per questo-particolare-gesto, è credo abbia voluto accontentarlo. Il tocco-artistico che ha commosso il noto economista, così come la redazione tutta, è stato però lo spuntare, dallo stesso borsello levigato, di due coloratissimi titoli-Lehman-andati-a-puttane-nel 2008. Debbo ammettere che quando vuole Gigino sa davvero il fatto suo!
Savio Narola, il nostro irascibile collega di Cernusco sul Naviglio, ha invece ricevuto in regalo un modellino del Duomo di Milano. Si è però risentito con la "Befana" perché lui aveva “ordinato” una Torre di Pisa. Adirato, ha preso il regalo e lo ha lanciato fuori dalla finestra, nella piazza sottostante. Non sappiamo che fine abbia fatto!
A parte questo piccolo incidente, gli altri colleghi sembravano tutti felici del dono ricevuto: Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria y Sfiga (Sport) col suo nuovo cornetto napoletano da due metri per quattro, Verter LoVecchio con l’ultimissima edizione speciale PER-CRITICI-DI SUCCESSO del Tutto-Shakespeare-per-Dummies, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo con un intera collezione-di-soffiate-per-falsi-scoop e via così... regalando. Da notare che, persino il compassato Ghino di Punta, il severissimo opinionista politico de LA VOCE DEL PADRONE, ha fatto punto di esibire, al bar dell’angolo, la sua nuovissima Agenda del Giornalista in vera pelle di pianista-di-Montecitorio-scorticato.
Tuttavia, nessuno, credo proprio nessuno, ha provato un’emozione, tanto vera e tanto forte, come quella che ho provato io, nell’aprire la semplice missiva depositata sul mio tavolo. E che dire del nodo alla gola che mi soffocava quasi mentre leggevo le scarne righe vergate su foglietto bianco?
"Copia-e-incolla da Internet un articolo per una futura-giornalista-senza-speranze e l’avrai fatta lavorare per un giorno, insegnale come copiare-ed-incollare-senza-farsi-scoprire e l’avrai fatta professionista per tutta la vita”.
Gigino, il tuo futuro tutor.
Caro diario, che giornata! E che Befana!
Continua…
Saturday, December 19, 2009
IL PARTY DI NATALE 19.12.2009
Caro diario,
l’altra notte sono stata al Party di Natale de La Voce del Padrone! Che spettacolo! Nonostante tutto, Pizzino Papiello, del nostro Ufficio Stampa, non si è fatto mancare nulla!
Del resto, il direttore, il dottor Libero, quando gli aveva dato l’incarico di organizzare la festa era stato chiaro: “No, Pizzino, quest’anno niente Maracanà e niente trasferta in Brasile per-tutta-la-truppa-a-spese-del-giornale! Sono tempi duri e di CRISI, dicono! Noi giornalisti abbiamo il DOVERE di dare il buon esempio!”. Che uomo! E che direttore!
Pizzino Papiello, morigerato di suo, non ha battuto ciglio! Piuttosto, è corso a chiamare il collega Peppariello Sciosciamocchia, della redazione partenopea, e insieme, si sono dati da fare per affittare il San Paolo.
I due colleghi hanno tenuto tutti coloro non direttamente coinvolti con la preparazione, con il fiato sospeso per settimane e fino all'ultimo! Noi miseri sapevamo soltanto che si sarebbe trattato di un party-a-tema-presepio-vivente-con-tanto-di-drammatizzazione-in-chiave-giornalistica-di-alcune-scene-della-natività e che, il giorno fatidico, ci saremmo dovuti presentare, di-mattina-presto-al-lavoro abbigliati in costumi d’epoca.
E così abbiamo fatto! Il C130 dell’Aereonautica Militare è invece venuto a prenderci nel cortile dello stabile. L'aeromobile é arrivato puntualissimo come un treno delle ferrovie italiane in ritardo, mentre il viaggio fino a Napoli non è durato neppure troppo! Lo spettacolo del Vesuvio fatto “accendere” appositamente per il nostro passaggio è qualcosa che non dimenticherò fin che campo!
Così come mai potrò scordare, l’impressionante capanna-della-natività ricostruita a-misura-d’uomo-giornalista al centro dello stadio! Sul davanti della stessa svettava il nostro VICE, Agnello Immolato, che travestito da cometa-a-coda-lunga, teneva tra le mani un cartello sul quale leggevansi, a caratteri d’oro, il nome della nostra gloriosa testata. E che dire dell’albero di Natale? Alto 30 metri, importato direttamente dalla Finlandia e addobbato con tutte le copertine de LA VOCE DEL PADRONE che dettagliavano gli /scup/ realizzati dai nostri cronisti d’assalto, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo!
Che festa per gli occhi! E per l’intelletto! Di fatto, la successiva, particolarissima drammatizzazione delle scene della natività da parte degli ispiratissimi colleghi è stato un momento di rara commozione!
Non volendo far torto a nessuno, leggo i ruoli impersonati direttamente dalla locandina del play che Pizzino Papiello ci ha consegnato all’entrata dello stadio.
My Master Voice Ltd presenta:
Dall’annuncio ai pastori al complotto su Facebook:
2000 anni di storia de LA VOCE DEL PADRONE!
Con, in ordine di apparizione:
Gesù Bambino = Verter Lovecchio (CULTURA)
San Giuseppe = Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria Y Sfiga (Redazione sportiva)
Maria = Edy Toria (Firma Prestigiosa)
L’asino = Lo Smilzo (vecchia volpe)
Il bue = Lo Sfregiato (vecchia volpe)
Gaspare = Il Buono (vecchia volpe)
Melchiorre = Il Brutto (vecchia volpe)
Baldassarre = Il Cattivo (vecchia volpe)
Il cammello = Il Gobbo (vecchia volpe)
L’angelo annunciatore = Aquila-saggia-che-bene-conosce-le-anse-dei-fiumi-dove-si-abbeverano-lupi-ed-agnelli Cupiello-Esposito (Titoli)
Pastore esotico = Adno Klonos (co.co.co)
Complotto su Facebook = Bernd Lehman-Madoff (Economia)
Sobillatore di sinistra = Nfaccio ‘Ncazzo (Tempo Libero)
Berlusconiano-dell'ultima-ora = Ghino di Punta (Politica & Guest Star).
Venditore di modellini di monumenti = Savio Narola (collega di Cernusco-Sul-Naviglio)
Gigino Tor Quemada, il caporedattore, come sempre non ci ha capito niente! Ha confuso l’asse temporale ed è venuto col solito costume da Giuda Iscariota!
Fortuna che Samantha della cronaca rosa aveva seco solo quell’abituccio sdrucito stile Maria Maddalena…
l’altra notte sono stata al Party di Natale de La Voce del Padrone! Che spettacolo! Nonostante tutto, Pizzino Papiello, del nostro Ufficio Stampa, non si è fatto mancare nulla!
Del resto, il direttore, il dottor Libero, quando gli aveva dato l’incarico di organizzare la festa era stato chiaro: “No, Pizzino, quest’anno niente Maracanà e niente trasferta in Brasile per-tutta-la-truppa-a-spese-del-giornale! Sono tempi duri e di CRISI, dicono! Noi giornalisti abbiamo il DOVERE di dare il buon esempio!”. Che uomo! E che direttore!
Pizzino Papiello, morigerato di suo, non ha battuto ciglio! Piuttosto, è corso a chiamare il collega Peppariello Sciosciamocchia, della redazione partenopea, e insieme, si sono dati da fare per affittare il San Paolo.
I due colleghi hanno tenuto tutti coloro non direttamente coinvolti con la preparazione, con il fiato sospeso per settimane e fino all'ultimo! Noi miseri sapevamo soltanto che si sarebbe trattato di un party-a-tema-presepio-vivente-con-tanto-di-drammatizzazione-in-chiave-giornalistica-di-alcune-scene-della-natività e che, il giorno fatidico, ci saremmo dovuti presentare, di-mattina-presto-al-lavoro abbigliati in costumi d’epoca.
E così abbiamo fatto! Il C130 dell’Aereonautica Militare è invece venuto a prenderci nel cortile dello stabile. L'aeromobile é arrivato puntualissimo come un treno delle ferrovie italiane in ritardo, mentre il viaggio fino a Napoli non è durato neppure troppo! Lo spettacolo del Vesuvio fatto “accendere” appositamente per il nostro passaggio è qualcosa che non dimenticherò fin che campo!
Così come mai potrò scordare, l’impressionante capanna-della-natività ricostruita a-misura-d’uomo-giornalista al centro dello stadio! Sul davanti della stessa svettava il nostro VICE, Agnello Immolato, che travestito da cometa-a-coda-lunga, teneva tra le mani un cartello sul quale leggevansi, a caratteri d’oro, il nome della nostra gloriosa testata. E che dire dell’albero di Natale? Alto 30 metri, importato direttamente dalla Finlandia e addobbato con tutte le copertine de LA VOCE DEL PADRONE che dettagliavano gli /scup/ realizzati dai nostri cronisti d’assalto, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo!
Che festa per gli occhi! E per l’intelletto! Di fatto, la successiva, particolarissima drammatizzazione delle scene della natività da parte degli ispiratissimi colleghi è stato un momento di rara commozione!
Non volendo far torto a nessuno, leggo i ruoli impersonati direttamente dalla locandina del play che Pizzino Papiello ci ha consegnato all’entrata dello stadio.
My Master Voice Ltd presenta:
Dall’annuncio ai pastori al complotto su Facebook:
2000 anni di storia de LA VOCE DEL PADRONE!
Con, in ordine di apparizione:
Gesù Bambino = Verter Lovecchio (CULTURA)
San Giuseppe = Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria Y Sfiga (Redazione sportiva)
Maria = Edy Toria (Firma Prestigiosa)
L’asino = Lo Smilzo (vecchia volpe)
Il bue = Lo Sfregiato (vecchia volpe)
Gaspare = Il Buono (vecchia volpe)
Melchiorre = Il Brutto (vecchia volpe)
Baldassarre = Il Cattivo (vecchia volpe)
Il cammello = Il Gobbo (vecchia volpe)
L’angelo annunciatore = Aquila-saggia-che-bene-conosce-le-anse-dei-fiumi-dove-si-abbeverano-lupi-ed-agnelli Cupiello-Esposito (Titoli)
Pastore esotico = Adno Klonos (co.co.co)
Complotto su Facebook = Bernd Lehman-Madoff (Economia)
Sobillatore di sinistra = Nfaccio ‘Ncazzo (Tempo Libero)
Berlusconiano-dell'ultima-ora = Ghino di Punta (Politica & Guest Star).
Venditore di modellini di monumenti = Savio Narola (collega di Cernusco-Sul-Naviglio)
Gigino Tor Quemada, il caporedattore, come sempre non ci ha capito niente! Ha confuso l’asse temporale ed è venuto col solito costume da Giuda Iscariota!
Fortuna che Samantha della cronaca rosa aveva seco solo quell’abituccio sdrucito stile Maria Maddalena…
Wednesday, December 2, 2009
A LEZIONE DI GIORNALISMO: L'ETICA 03.12.2009
Caro diario,
la lezione di ETICA GIORNALISTICA l’ha tenuta ‘Nfaccio ‘Ncazzo, il collega che gestisce la rubrica TEMPO LIBERO. ‘Nfaccio è figlio di una coppia di oriundi somali. E’ un ragazzo di compagnia, dotato di un notevole senso dello humour, ma anche molto preciso, a tratti severo. Frequenta un corso serale di ETICA & ALTRE STORIE presso l’ISTITUTO DI EDUCAZIONE SUPERIORE AL CAPONE della nostra città. Il dottor Libero ha quindi pensato bene di approfittarne per dare una spolverata alle nostre “conoscenze” in materia.
Seduto in cattedra, ‘Nfaccio ha subito acquistato un tono prettamente professorale.
“Signorina NOVIZIA COSICOSI',” mi ha apostrofato puntandomi il dito contro: “mi faccia subito un esempio di etica applicata al giornalismo!”.
“Un… un… un esempio” ho balbettato colta alla sprovvista. “Immagino, che un valido esempio possa… possa essere un collega che, allertato da VOCE ANONIMA su una notizia-bomba, PRIMA di pubblicarla si preoccupa di VERIFICARE sia l’attendibilità della fonte che la veridicità delle sue affermazioni!”.
Non avevo ancora terminato la frase che la mia voce è stata letteralmente coperta dalla chiassosa e scomposta risata dei nostri cronisti-d’assalto-con-delega-agli-scoop, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo! Massimo e Minimo, seduti in fondo all’aula, hanno cominciato a ridere e non hanno più smesso. Ad un certo punto, la faccia di Minimo è diventata talmente rossa e gonfia che, per un breve istante, il Buono, una delle nostre vecchie volpi più cattive e disoneste, ha accarezzato il sogno di fare domanda per quel posto di cronista-d'assalto! Ma, purtroppo per il Buono, Minimo non si è strozzato! Di fatto, è bastato semplicemente far uscire sia lui che Massimo in corridoio e lasciare che continuassero a ridere e a rotolarsi sulla moquette come due assatanati.
Inutile dire che ‘Nfaccio non si è mostrato molto contento dello spiacevole intermezzo. Paradossalmente però, il suo sguardo corrucciato puntava soprattutto nella mia direzione: “Signorina COSICOSI', da quanto tempo ha cominciato il suo praticantato in questo GLORIOSO giornale?”. Il tono scocciato non mi aiutava. Così come il nodo alla gola. Sentendomi addosso la disapprovazione dei tanti, il dottor Libero incluso, non osavo neppure alzare gli occhi da terra.
“La signorina è con noi da due mesi!” mi è venuto in aiuto Gigino Tor Quemada, inaspettatamente! “NOVIZIA lavora nel mio gruppo, sezione BRILLANTI PROMESSE!!” ha aggiunto con un dato orgoglio! Avrei voluto abbracciarlo! Ma naturalmente non ho osato muovermi, anche respirare, sotto gli occhi impietosi di ‘Ncazzo, mi veniva difficile.
“Una brillante promessa, dice? Da due mesi?” ha sospirato pesantemente il nostro professore grattandosi il capo! “Va bene… ci può stare! L’inesperienza è senz’altro un’arma a doppio taglio per ogni praticante. Tuttavia, dottor Tor Quemada, spetterà a lei il compito di fare sì che, d’ora in poi, in un'aula come questa non si sentano più sciocchezze come quelle che abbiamo sentito stamattina! Siamo intesi?”. Gigino ha annuito cupo. Già immaginavo la sfuriata che avrebbe seguito la fine della lezione! E, tuttavia, sapevo di essere pure in debito!
“Ne va del buon nome de LA VOCE DEL PADRONE!” ha ribadito allora, con voce più alta e ferma, ‘Nfaccio ‘Ncazzo rivolgendosi di nuovo a tutta la classe! “Ed il buon nome è tutto per un quotidiano che si rispetti!!!!”. Quindi, alzatosi in piedi, ha preso a passeggiare intorno alla cattedra e a bofonchiare. “Controllare la fonte, verificare le sue affermazioni….tze!!!” ha continuato a ripetere tra sé e sé come un disco rotto. Di botto, anche lui ha cominciato a sghignazzare. Il nostro professore è diventato paonazzo, mentre, ad un tempo, una vena gli si gonfiava a dismisura sul collo! Il pronto intervento di Hadron Collider, il collega che si occupa di SCIENZA e che, di recente, insieme a sette San Bernardo scalatori, ha fatto un addestramento intensivo sul salvataggio dei cronisti-da-montagna, ha fortunatamente evitato il peggio. Ma naturalmente la lezione è stata sospesa!
“Soltanto rimandata!” ci ha tenuto a precisare un irritatissimo dottor Libero prima di lasciare l’aula! Di sicuro, la nuova data per la lectio magistralis sull’ETICA GIORNALISTICA verrà fissata non appena ‘Nfaccio ‘Ncazzo, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo si saranno ripresi! E avranno smesso di ridere a crepapelle! Tra tre o quattro settimane. Dicono.
la lezione di ETICA GIORNALISTICA l’ha tenuta ‘Nfaccio ‘Ncazzo, il collega che gestisce la rubrica TEMPO LIBERO. ‘Nfaccio è figlio di una coppia di oriundi somali. E’ un ragazzo di compagnia, dotato di un notevole senso dello humour, ma anche molto preciso, a tratti severo. Frequenta un corso serale di ETICA & ALTRE STORIE presso l’ISTITUTO DI EDUCAZIONE SUPERIORE AL CAPONE della nostra città. Il dottor Libero ha quindi pensato bene di approfittarne per dare una spolverata alle nostre “conoscenze” in materia.
Seduto in cattedra, ‘Nfaccio ha subito acquistato un tono prettamente professorale.
“Signorina NOVIZIA COSICOSI',” mi ha apostrofato puntandomi il dito contro: “mi faccia subito un esempio di etica applicata al giornalismo!”.
“Un… un… un esempio” ho balbettato colta alla sprovvista. “Immagino, che un valido esempio possa… possa essere un collega che, allertato da VOCE ANONIMA su una notizia-bomba, PRIMA di pubblicarla si preoccupa di VERIFICARE sia l’attendibilità della fonte che la veridicità delle sue affermazioni!”.
Non avevo ancora terminato la frase che la mia voce è stata letteralmente coperta dalla chiassosa e scomposta risata dei nostri cronisti-d’assalto-con-delega-agli-scoop, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo! Massimo e Minimo, seduti in fondo all’aula, hanno cominciato a ridere e non hanno più smesso. Ad un certo punto, la faccia di Minimo è diventata talmente rossa e gonfia che, per un breve istante, il Buono, una delle nostre vecchie volpi più cattive e disoneste, ha accarezzato il sogno di fare domanda per quel posto di cronista-d'assalto! Ma, purtroppo per il Buono, Minimo non si è strozzato! Di fatto, è bastato semplicemente far uscire sia lui che Massimo in corridoio e lasciare che continuassero a ridere e a rotolarsi sulla moquette come due assatanati.
Inutile dire che ‘Nfaccio non si è mostrato molto contento dello spiacevole intermezzo. Paradossalmente però, il suo sguardo corrucciato puntava soprattutto nella mia direzione: “Signorina COSICOSI', da quanto tempo ha cominciato il suo praticantato in questo GLORIOSO giornale?”. Il tono scocciato non mi aiutava. Così come il nodo alla gola. Sentendomi addosso la disapprovazione dei tanti, il dottor Libero incluso, non osavo neppure alzare gli occhi da terra.
“La signorina è con noi da due mesi!” mi è venuto in aiuto Gigino Tor Quemada, inaspettatamente! “NOVIZIA lavora nel mio gruppo, sezione BRILLANTI PROMESSE!!” ha aggiunto con un dato orgoglio! Avrei voluto abbracciarlo! Ma naturalmente non ho osato muovermi, anche respirare, sotto gli occhi impietosi di ‘Ncazzo, mi veniva difficile.
“Una brillante promessa, dice? Da due mesi?” ha sospirato pesantemente il nostro professore grattandosi il capo! “Va bene… ci può stare! L’inesperienza è senz’altro un’arma a doppio taglio per ogni praticante. Tuttavia, dottor Tor Quemada, spetterà a lei il compito di fare sì che, d’ora in poi, in un'aula come questa non si sentano più sciocchezze come quelle che abbiamo sentito stamattina! Siamo intesi?”. Gigino ha annuito cupo. Già immaginavo la sfuriata che avrebbe seguito la fine della lezione! E, tuttavia, sapevo di essere pure in debito!
“Ne va del buon nome de LA VOCE DEL PADRONE!” ha ribadito allora, con voce più alta e ferma, ‘Nfaccio ‘Ncazzo rivolgendosi di nuovo a tutta la classe! “Ed il buon nome è tutto per un quotidiano che si rispetti!!!!”. Quindi, alzatosi in piedi, ha preso a passeggiare intorno alla cattedra e a bofonchiare. “Controllare la fonte, verificare le sue affermazioni….tze!!!” ha continuato a ripetere tra sé e sé come un disco rotto. Di botto, anche lui ha cominciato a sghignazzare. Il nostro professore è diventato paonazzo, mentre, ad un tempo, una vena gli si gonfiava a dismisura sul collo! Il pronto intervento di Hadron Collider, il collega che si occupa di SCIENZA e che, di recente, insieme a sette San Bernardo scalatori, ha fatto un addestramento intensivo sul salvataggio dei cronisti-da-montagna, ha fortunatamente evitato il peggio. Ma naturalmente la lezione è stata sospesa!
“Soltanto rimandata!” ci ha tenuto a precisare un irritatissimo dottor Libero prima di lasciare l’aula! Di sicuro, la nuova data per la lectio magistralis sull’ETICA GIORNALISTICA verrà fissata non appena ‘Nfaccio ‘Ncazzo, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo si saranno ripresi! E avranno smesso di ridere a crepapelle! Tra tre o quattro settimane. Dicono.
Saturday, November 28, 2009
THE STORY SO FAR....
SOMMARIO DELLE PRIME 15 PUNTATE:
1. LA RUBRICA "DIECI VALIDE RAGIONI"
2. I COMMENTI
3. SCORTA A SCORTA
4. A LEZIONE DI GIORNALISMO: LE MARCHETTE
5. IL PROFETA
6. A LEZIONE DI GIORNALISMO: LO /SCUP/
7. L'AZIENDALISTA
8. IL POSTO DEL CALZINO
9. A LEZIONE DI GIORNALISMO: APPARIRE TALI
10. BRILLANTI PROMESSE, SOLITI STRONZI E VENERATI MAESTRI
11. A LEZIONE DI GIORNALISMO: L'INVIATO SPECIALE
12. IL LETTORE FISSO
13. CONTAGIO!
14. A LEZIONE DI GIORNALISMO: I COMPLOTTI
15. L'OPINIONISTA DI GRIDO
1. LA RUBRICA "DIECI VALIDE RAGIONI"
2. I COMMENTI
3. SCORTA A SCORTA
4. A LEZIONE DI GIORNALISMO: LE MARCHETTE
5. IL PROFETA
6. A LEZIONE DI GIORNALISMO: LO /SCUP/
7. L'AZIENDALISTA
8. IL POSTO DEL CALZINO
9. A LEZIONE DI GIORNALISMO: APPARIRE TALI
10. BRILLANTI PROMESSE, SOLITI STRONZI E VENERATI MAESTRI
11. A LEZIONE DI GIORNALISMO: L'INVIATO SPECIALE
12. IL LETTORE FISSO
13. CONTAGIO!
14. A LEZIONE DI GIORNALISMO: I COMPLOTTI
15. L'OPINIONISTA DI GRIDO
L’OPINIONISTA DI GRIDO 28.11.2009
Caro diario,
come tutte le grandi testate anche LA VOCE DEL PADRONE ha il suo opinionista di grido. Il nostro si chiama Tarzan, all’anagrafe Ulu Lato, keniota di nascita, gelataio per necessità e giornalista per vocazione. Pur di raggiungere l’Italia e realizzare il suo sogno professionale, egli non ha infatti esitato ad imbarcarsi su una carretta del mare, sfidando la severa sorveglianza imposta delle guardie del leader libico Muʿammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī.
“Dopo la firma di quel dannato trattato di cooperazione tra l’Italia e la Libia,” ha dichiarato il nostro opinionista in una recente intervista “attraversare lo specchio d’acqua che separa Lampedusa dalle coste africane è diventata impresa che può costare davvero cara! Cinquecentoventisei dollari e 50 centesimi per la precisione! Tutto il ricavato dalla vendita della dentiera di nonna Ululalia! Che peraltro é ancora viva, anche se, per ovvie ragioni, non si sente molto bene!”.
Ulu Lato è un opinionista nato, da qui la sua folgorante carriera! Ha un’opinione su tutto e non si tira mai indietro quando si tratta di farla valere. Come non bastasse il collega è uno scrittore sopraffino. Il suo ultimo romanzo-saggio “Il cono d’ombra – Vizi privati e pubbliche virtù di un gelataio pentito” è stato un raro successo editoriale. Nelle ammirate parole di Aquila-saggia-che-bene-conosce-le-anse-dei-fiumi-dove-si-abbeverano-lupi-ed-agnelli Cupiello-Esposito: “Non vi è dibattito radiofonico o televisivo dove Ulu non abbia scassato-u-cazzo con una marchetta di quel libro!”.
Il dottor Libero ne apprezza soprattutto la chiara visione delle dinamiche civili e politiche moderne, lo stile diretto, l’approccio erudito e meditato. Non è dunque un caso che l’angolo di Ulu, Visti di Lato, sia una delle rubriche di maggior successo del nostro giornale.
Conciso e arguto lo stile del nostro opinionista di grido non ha rivali dentro i confini nazionali. E non solo. Credo che nulla possa rendere giustizia all’arte del collega se non una onesta riproposizione delle sue eccelse qualità. Allo scopo – dopo avere ottenuto la necessaria autorizzazione - copio e incollo dall’ultimo pezzo pubblicato quest’oggi, in prima, su LA VOCE DEL PADRONE.
Si tratta di una critica serrata della discutibile deontologia professionale applicata dai colleghi del GESLO (Gruppo Editoriale Stampa Libera e Onesta) ed in particolare dal Dott. Cav. Lupo Mann. Grande Squalo Geronimo Costretto, il direttore de IL PAPIELLO DELLA SERA il quotidiano nostro principale concorrente.
Il dottor Costretto è anche il nemico numero uno del direttore Libero. Per anni le loro infinite querelle intellettuali – sostenute dai rispettivi giornalisti-di-grido – hanno occupato le prime pagine dei loro giornali. Nel tempo, le ragioni prime che hanno causato tanto livore sono state persino dimenticate ma, cascasse il mondo, non vi è edizione dei due quotidiani che manchi della frecciatina di turno. Sagace, meditata, pungente. E che, solitamente, dice tutto. Proprio come l’ultimo pezzo di Tarzan, appunto!
In spregio di un direttore
di Ulu Lato
COSTRETTO controlla, crudele. Critica. Tratta e contratta. E poi, contrito, ritratta.
come tutte le grandi testate anche LA VOCE DEL PADRONE ha il suo opinionista di grido. Il nostro si chiama Tarzan, all’anagrafe Ulu Lato, keniota di nascita, gelataio per necessità e giornalista per vocazione. Pur di raggiungere l’Italia e realizzare il suo sogno professionale, egli non ha infatti esitato ad imbarcarsi su una carretta del mare, sfidando la severa sorveglianza imposta delle guardie del leader libico Muʿammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī.
“Dopo la firma di quel dannato trattato di cooperazione tra l’Italia e la Libia,” ha dichiarato il nostro opinionista in una recente intervista “attraversare lo specchio d’acqua che separa Lampedusa dalle coste africane è diventata impresa che può costare davvero cara! Cinquecentoventisei dollari e 50 centesimi per la precisione! Tutto il ricavato dalla vendita della dentiera di nonna Ululalia! Che peraltro é ancora viva, anche se, per ovvie ragioni, non si sente molto bene!”.
Ulu Lato è un opinionista nato, da qui la sua folgorante carriera! Ha un’opinione su tutto e non si tira mai indietro quando si tratta di farla valere. Come non bastasse il collega è uno scrittore sopraffino. Il suo ultimo romanzo-saggio “Il cono d’ombra – Vizi privati e pubbliche virtù di un gelataio pentito” è stato un raro successo editoriale. Nelle ammirate parole di Aquila-saggia-che-bene-conosce-le-anse-dei-fiumi-dove-si-abbeverano-lupi-ed-agnelli Cupiello-Esposito: “Non vi è dibattito radiofonico o televisivo dove Ulu non abbia scassato-u-cazzo con una marchetta di quel libro!”.
Il dottor Libero ne apprezza soprattutto la chiara visione delle dinamiche civili e politiche moderne, lo stile diretto, l’approccio erudito e meditato. Non è dunque un caso che l’angolo di Ulu, Visti di Lato, sia una delle rubriche di maggior successo del nostro giornale.
Conciso e arguto lo stile del nostro opinionista di grido non ha rivali dentro i confini nazionali. E non solo. Credo che nulla possa rendere giustizia all’arte del collega se non una onesta riproposizione delle sue eccelse qualità. Allo scopo – dopo avere ottenuto la necessaria autorizzazione - copio e incollo dall’ultimo pezzo pubblicato quest’oggi, in prima, su LA VOCE DEL PADRONE.
Si tratta di una critica serrata della discutibile deontologia professionale applicata dai colleghi del GESLO (Gruppo Editoriale Stampa Libera e Onesta) ed in particolare dal Dott. Cav. Lupo Mann. Grande Squalo Geronimo Costretto, il direttore de IL PAPIELLO DELLA SERA il quotidiano nostro principale concorrente.
Il dottor Costretto è anche il nemico numero uno del direttore Libero. Per anni le loro infinite querelle intellettuali – sostenute dai rispettivi giornalisti-di-grido – hanno occupato le prime pagine dei loro giornali. Nel tempo, le ragioni prime che hanno causato tanto livore sono state persino dimenticate ma, cascasse il mondo, non vi è edizione dei due quotidiani che manchi della frecciatina di turno. Sagace, meditata, pungente. E che, solitamente, dice tutto. Proprio come l’ultimo pezzo di Tarzan, appunto!
In spregio di un direttore
di Ulu Lato
COSTRETTO controlla, crudele. Critica. Tratta e contratta. E poi, contrito, ritratta.
Saturday, November 21, 2009
A LEZIONE DI GIORNALISMO: I COMPLOTTI 21.11.2009
Caro diario,
data l’importanza dell’argomento trattato, il direttore ha deciso che per la lezione di COMPLOTTI si sarebbe rivolto ad un provider esterno.
Il nostro professore, Mr Rascal McCool, è stato selezionato dalla nota agenzia giornalistica Tricky & Sneaky Ltd. L’agenzia ha sede a Londra ma il dottor McCool è nativo delle Highlands. Da buon scozzese si è presentato con addosso il kilt del clan e non mancava di cornamusa. Nel suo italiano stentato si è poi dato da fare per “rompere il ghiaccio”. Particolarmente interessante è stato il racconto delle eroiche gesta del mitico capo-clan Nasty McCool, baluardo degli indipendentisti gaelici quando, nel lontano 1707, l’Atto di Unione diventava evento inesorabile.
Dopo avere trincato sette pinte di Mac Andrews Scotch Ale in compagnia di Heraldo Massmedia (che generalmente preferisce la vernaccia) e di Faina, una delle nostre vecchie volpi più astemie, Mr Rascal si è infine accomodato in cattedra pronto ad entrare nel vivo dell’argomento. Spingendo il faccione largo in avanti e sollevando le dita in aria come in segno di vittoria, ha sentenziato: “Dua! Ci sono dua tipa di complots ke ogni buona giornalisti deve sapere creare and orkanizzare, dear friends. E questa due tipa sono: il political complot and l’intellectual one!”.
“Il political complot è senz’altro il più praticato! Hic!” ha chiarificato in maniera ferma. “Of course, bisogna essere attenta a non confonder il complot organizzato da un altro politician ai danni di un collega. The complot di cui dobbiamo parlare today, in questa sede, è solamente quello ke /ai/ chiamo “formato-tabloid”. Da uno dei posti in prima fila il dottor Libero ha annuito convinto ed ha esortato i nostri cronisti d’assalto, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo, a prestare maggiore attenzione.
Mr McCool si è quindi lanciato in una affascinante rievocazione dei più grandi complotti politico-giornalistici del passato: dalla mai chiarita partita giocata da Gero Glifico, il mitico caporedattore de Il papiro della sera, nel tragico scandalo cafonal egiziano che portò all’apparente suicidio di Cleopatra (fu davvero lui a portarle l’aspide come sosteneva il suo collega Tutan Kazzon della Dinastia XIX?), fino all’attivo (ma c’è chi sospetta anche passivo) ruolo giocato dai giornalisti del tabloid in antico persiano Ecce Homo, nel mettere a nudo i vizietti privati del conquistatore-gigolò Alessandro il Grande.
“Dear friends, hic!” ha ammonito subito dopo il nostro professore “ricordatevi ke per noi giornalista ke si rispetti, il poter orkanizzare un sano political complot è un diritto! Most(o) of all, non dimenticate mai i foundamentals traits necessari per saper imbastire un complot degno di questo nome. Un complot a memoria futura. Ovvero:
• Capacità nel creare titoli sibillini e fuorvianti
• Bravura nello scegliere fotografie con espressioni truci
• Coraggio nell’avanzare ricostruzioni dubbie degli eventi
• Faccia tosta nel richiedere il supporto di esperti di parte
• Determinazione a non desistere
Did you understand, hic?”
Che grinta! E, nonostante la sbronza, manco un errore mentre elencava quei tratti salienti che differenziavano il vero collega-complottista dal dilettante. La classe è letteralmente scoppiata in un fragoroso applauso, mentre Heraldo correva incontro al professore con altri quattro galloni di birra e due bottiglie di vernaccia.
“Dua, hic!” ha ripreso dieci minuti più tardi Mr McCool sollevando ancora una volta le dita in segno di vittoria “Dua sono invece le possibilità per il bravo kollega che vuole ordire un intellectual complot. Ovvero, può scegliere se fare di un /ful/ un artista, o viceversa ridurre un artista ad un /ful/”. La brillante premessa è stata quindi seguita da una erudita disquisizione sul rapporto arte-giornalismo. Disquisizione che, in più di una occasione, ha portato il giovane Verter Lovecchio, il nostro critico, a versare fiumi di lacrime.
L’estasi e la gioia intellettuale hanno infine raggiunto l’apice quando Mr McCool ha cominciato a cantare “Volare” e, abbracciato ad un alticcio ma sempre presente Heraldo, nonché ad un irriconoscibile Faina, dopo solo tre tentativi è riuscito ad infilare la porta e ad uscire tra gli applausi dell’intera redazione.
Che giornata per noi de LA VOCE DEL PADRONE! Di sicuro, verrà un tempo in cui, anche un'anonima futura giornalista senza speranze come me, potrà dir sospirando, IO C’ERA!
data l’importanza dell’argomento trattato, il direttore ha deciso che per la lezione di COMPLOTTI si sarebbe rivolto ad un provider esterno.
Il nostro professore, Mr Rascal McCool, è stato selezionato dalla nota agenzia giornalistica Tricky & Sneaky Ltd. L’agenzia ha sede a Londra ma il dottor McCool è nativo delle Highlands. Da buon scozzese si è presentato con addosso il kilt del clan e non mancava di cornamusa. Nel suo italiano stentato si è poi dato da fare per “rompere il ghiaccio”. Particolarmente interessante è stato il racconto delle eroiche gesta del mitico capo-clan Nasty McCool, baluardo degli indipendentisti gaelici quando, nel lontano 1707, l’Atto di Unione diventava evento inesorabile.
Dopo avere trincato sette pinte di Mac Andrews Scotch Ale in compagnia di Heraldo Massmedia (che generalmente preferisce la vernaccia) e di Faina, una delle nostre vecchie volpi più astemie, Mr Rascal si è infine accomodato in cattedra pronto ad entrare nel vivo dell’argomento. Spingendo il faccione largo in avanti e sollevando le dita in aria come in segno di vittoria, ha sentenziato: “Dua! Ci sono dua tipa di complots ke ogni buona giornalisti deve sapere creare and orkanizzare, dear friends. E questa due tipa sono: il political complot and l’intellectual one!”.
“Il political complot è senz’altro il più praticato! Hic!” ha chiarificato in maniera ferma. “Of course, bisogna essere attenta a non confonder il complot organizzato da un altro politician ai danni di un collega. The complot di cui dobbiamo parlare today, in questa sede, è solamente quello ke /ai/ chiamo “formato-tabloid”. Da uno dei posti in prima fila il dottor Libero ha annuito convinto ed ha esortato i nostri cronisti d’assalto, Massimo Delrisultato e Minimo Sforzo, a prestare maggiore attenzione.
Mr McCool si è quindi lanciato in una affascinante rievocazione dei più grandi complotti politico-giornalistici del passato: dalla mai chiarita partita giocata da Gero Glifico, il mitico caporedattore de Il papiro della sera, nel tragico scandalo cafonal egiziano che portò all’apparente suicidio di Cleopatra (fu davvero lui a portarle l’aspide come sosteneva il suo collega Tutan Kazzon della Dinastia XIX?), fino all’attivo (ma c’è chi sospetta anche passivo) ruolo giocato dai giornalisti del tabloid in antico persiano Ecce Homo, nel mettere a nudo i vizietti privati del conquistatore-gigolò Alessandro il Grande.
“Dear friends, hic!” ha ammonito subito dopo il nostro professore “ricordatevi ke per noi giornalista ke si rispetti, il poter orkanizzare un sano political complot è un diritto! Most(o) of all, non dimenticate mai i foundamentals traits necessari per saper imbastire un complot degno di questo nome. Un complot a memoria futura. Ovvero:
• Capacità nel creare titoli sibillini e fuorvianti
• Bravura nello scegliere fotografie con espressioni truci
• Coraggio nell’avanzare ricostruzioni dubbie degli eventi
• Faccia tosta nel richiedere il supporto di esperti di parte
• Determinazione a non desistere
Did you understand, hic?”
Che grinta! E, nonostante la sbronza, manco un errore mentre elencava quei tratti salienti che differenziavano il vero collega-complottista dal dilettante. La classe è letteralmente scoppiata in un fragoroso applauso, mentre Heraldo correva incontro al professore con altri quattro galloni di birra e due bottiglie di vernaccia.
“Dua, hic!” ha ripreso dieci minuti più tardi Mr McCool sollevando ancora una volta le dita in segno di vittoria “Dua sono invece le possibilità per il bravo kollega che vuole ordire un intellectual complot. Ovvero, può scegliere se fare di un /ful/ un artista, o viceversa ridurre un artista ad un /ful/”. La brillante premessa è stata quindi seguita da una erudita disquisizione sul rapporto arte-giornalismo. Disquisizione che, in più di una occasione, ha portato il giovane Verter Lovecchio, il nostro critico, a versare fiumi di lacrime.
L’estasi e la gioia intellettuale hanno infine raggiunto l’apice quando Mr McCool ha cominciato a cantare “Volare” e, abbracciato ad un alticcio ma sempre presente Heraldo, nonché ad un irriconoscibile Faina, dopo solo tre tentativi è riuscito ad infilare la porta e ad uscire tra gli applausi dell’intera redazione.
Che giornata per noi de LA VOCE DEL PADRONE! Di sicuro, verrà un tempo in cui, anche un'anonima futura giornalista senza speranze come me, potrà dir sospirando, IO C’ERA!
Saturday, November 7, 2009
CONTAGIO! 07.11.2009
Caro diario,
riunione straordinaria del comitato di redazione quest’oggi! Subito dopo la sua conclusione, Gigino ci ha informato che il direttore è molto preoccupato: sembrerebbe che, attualmente, LA VOCE DEL PADRONE abbia almeno due lettori fissi!
“Naturalmente, è stata una sorpresa per tutti! Non ce lo aspettavamo!” ha aggiunto il caporedattore con un nodo alla gola, scusandosi quasi. Non avevo mai visto Gigino così distrutto! Per un attimo sono stata tentata di corrergli incontro e di abbracciarlo.
Ritrovarci tutti quanti intorno alla macchinetta del caffè della nostra spaziosa cucina è stato naturale. L’atmosfera era mesta nonostante tentassimo disperatamente di farci forza l’uno con l’altro. Lo sfregiato, una delle nostre vecchie volpi più carine e compassionevoli, è forse colui che l’ha presa peggio degli altri.
Si è convinto che questi “lettori fissi” siano delle spie del KGB mandate avanti dall’editore della PRAVDA e dal magnate australiano Murdoch - per esporre al pubblico-ludibrio i nostri “punti deboli”, i nostri “scheletri-nell’armadio”. Abbiamo tentato di calmarlo e di rassicurarlo. “Su KGB non esistidi prusu!” lo ha rimproverato Heraldo Massmedia, il corrispondente estero.
“E per quanto riguarda gli scheletri-nell’armadio,” ha aggiunto Minimo Sforzo “saranno almeno quattro mesi che abbiamo rinnovato la mobilia. Mi risulta, infatti, che l’ultimo cadavere di co.co.co-a-tempo-determinato è stato fatto a pezzi e portato via dentro il vecchio comò della Principessa So-rada di Punta, la nonna di Ghino, quando lui decise di liberarsene per fare spazio in ufficio”.
Convincere il preoccupatissimo collega però non è stato facile! Del resto, a chi volevamo darla a bere? La verità era che eravamo tutti angustiati. LA VOCE DEL PADRONE nelle ispirate – quanto politically correct - confessioni del suo illustrissimo editore è sempre stato un giornale “indipendente, libero di dire e di fare, libero di scrivere le cazzate che ritiene opportuno senza risponderne a nessuno. Neppure ad una sua possibile coscienza!”. Chi ci stava tenendo d’occhio allora? E perché? Soprattutto, chi attentava alla nostra libertà di espressione e di stampa? E a che pro?
Le domande si rincorrevano mute tra quelle quattro pareti, mentre il fumo delle sigarette cominciava ad ammorbare la stanza. Mio malgrado costretta a respirare il tanfo di catarro e di nicotina, per me è stato un attimo fare mente locale: “E se fosse colpa dei SOLITI STRONZI?”. L’idea peregrina fu rapidamente valutata da tutti i colleghi presenti e altrettanto rapidamente fatta propria.
“¡Sabía que todos esos libros habrían causado problemas un cierto día!” ha sbraitato Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria y Sfiga, il nostro cronista sportivo. Come dargli torto? Toccando ferro, e non solo, gli altri si sono trovati d’accordo anche con lui. “Colleghi, fratelli, a morte i SOLITI STRONZI!” ha gridato allora Savio Narola, un nostro collega di Cernusco Sul Naviglio saltando sul tavolo e agitando le mani come un ultrà invasato della Curva Nord.
Dopo ulteriore, concitata, consultazione, la linea de il cattivo, una delle nostre vecchie volpi più buone, è infine passata. Tutti abbiamo dunque concordato che far fuori il dottor Kong, e i colleghi del suo dipartimento, non sarebbe stata una soluzione ideale: e poi la mobilia l’avevamo appena cambiata! Abbiamo deciso però di creare una task-fors capitanata dai nostri cronisti d’assalto che avrebbero avuto il compito di liberare lo stabile da tutti i testi-sospetti!
“Evitiamo il contagio: basta lettori, soprattutto se fissi!” è diventato oramai il nostro slogan di battaglia e di famiglia. Della grande famiglia de LA VOCE DEL PADRONE. Preservare la nostra indipendenza di giudizio, la nostra etica, il nostro diritto a titolare come caspita ci pare sarà invece la missione della vita. Una vita che, ora più che mai, DOVRA' essere spesa al servizio dell’informazione! E della verità!
riunione straordinaria del comitato di redazione quest’oggi! Subito dopo la sua conclusione, Gigino ci ha informato che il direttore è molto preoccupato: sembrerebbe che, attualmente, LA VOCE DEL PADRONE abbia almeno due lettori fissi!
“Naturalmente, è stata una sorpresa per tutti! Non ce lo aspettavamo!” ha aggiunto il caporedattore con un nodo alla gola, scusandosi quasi. Non avevo mai visto Gigino così distrutto! Per un attimo sono stata tentata di corrergli incontro e di abbracciarlo.
Ritrovarci tutti quanti intorno alla macchinetta del caffè della nostra spaziosa cucina è stato naturale. L’atmosfera era mesta nonostante tentassimo disperatamente di farci forza l’uno con l’altro. Lo sfregiato, una delle nostre vecchie volpi più carine e compassionevoli, è forse colui che l’ha presa peggio degli altri.
Si è convinto che questi “lettori fissi” siano delle spie del KGB mandate avanti dall’editore della PRAVDA e dal magnate australiano Murdoch - per esporre al pubblico-ludibrio i nostri “punti deboli”, i nostri “scheletri-nell’armadio”. Abbiamo tentato di calmarlo e di rassicurarlo. “Su KGB non esistidi prusu!” lo ha rimproverato Heraldo Massmedia, il corrispondente estero.
“E per quanto riguarda gli scheletri-nell’armadio,” ha aggiunto Minimo Sforzo “saranno almeno quattro mesi che abbiamo rinnovato la mobilia. Mi risulta, infatti, che l’ultimo cadavere di co.co.co-a-tempo-determinato è stato fatto a pezzi e portato via dentro il vecchio comò della Principessa So-rada di Punta, la nonna di Ghino, quando lui decise di liberarsene per fare spazio in ufficio”.
Convincere il preoccupatissimo collega però non è stato facile! Del resto, a chi volevamo darla a bere? La verità era che eravamo tutti angustiati. LA VOCE DEL PADRONE nelle ispirate – quanto politically correct - confessioni del suo illustrissimo editore è sempre stato un giornale “indipendente, libero di dire e di fare, libero di scrivere le cazzate che ritiene opportuno senza risponderne a nessuno. Neppure ad una sua possibile coscienza!”. Chi ci stava tenendo d’occhio allora? E perché? Soprattutto, chi attentava alla nostra libertà di espressione e di stampa? E a che pro?
Le domande si rincorrevano mute tra quelle quattro pareti, mentre il fumo delle sigarette cominciava ad ammorbare la stanza. Mio malgrado costretta a respirare il tanfo di catarro e di nicotina, per me è stato un attimo fare mente locale: “E se fosse colpa dei SOLITI STRONZI?”. L’idea peregrina fu rapidamente valutata da tutti i colleghi presenti e altrettanto rapidamente fatta propria.
“¡Sabía que todos esos libros habrían causado problemas un cierto día!” ha sbraitato Luisito Joao Sebastiao Porto Alegria y Sfiga, il nostro cronista sportivo. Come dargli torto? Toccando ferro, e non solo, gli altri si sono trovati d’accordo anche con lui. “Colleghi, fratelli, a morte i SOLITI STRONZI!” ha gridato allora Savio Narola, un nostro collega di Cernusco Sul Naviglio saltando sul tavolo e agitando le mani come un ultrà invasato della Curva Nord.
Dopo ulteriore, concitata, consultazione, la linea de il cattivo, una delle nostre vecchie volpi più buone, è infine passata. Tutti abbiamo dunque concordato che far fuori il dottor Kong, e i colleghi del suo dipartimento, non sarebbe stata una soluzione ideale: e poi la mobilia l’avevamo appena cambiata! Abbiamo deciso però di creare una task-fors capitanata dai nostri cronisti d’assalto che avrebbero avuto il compito di liberare lo stabile da tutti i testi-sospetti!
“Evitiamo il contagio: basta lettori, soprattutto se fissi!” è diventato oramai il nostro slogan di battaglia e di famiglia. Della grande famiglia de LA VOCE DEL PADRONE. Preservare la nostra indipendenza di giudizio, la nostra etica, il nostro diritto a titolare come caspita ci pare sarà invece la missione della vita. Una vita che, ora più che mai, DOVRA' essere spesa al servizio dell’informazione! E della verità!
Tuesday, November 3, 2009
IL LETTORE FISSO 03.11.2009
Caro diario,
che emozione! Abbiamo un lettore fisso! Il nostro primo lettore!
“Ammazzalo e imbalsamalo!” mi ha suggerito scettico Gigino Tor Quemada. Il caporedattore diventa ogni giorno più insopportabile! Ma oggi sono così soddisfatta che i suoi rimbrotti non mi toccano. Un primo lettore per una futura giornalista non è questione da poco. Ed egli dovrebbe essere trattato alla stregua del primo centesimo di zio Paperone: dovrebbe essere salvaguardato, protetto. Pensa che tristezza se lui ci ripensasse!
Almeno questa era la mia opinione! Un rapido giro nei corridoi della redazione mi ha però dato da riflettere. Se lo scetticismo di Tor Quemada - data la nota incompatibilità dei nostri caratteri - mi aveva lasciato indifferente, l’atteggiamento degli altri futuri-colleghi mi ha quantomeno incuriosito.
“Un lettore?” ha ribadito Massimo Delrisultato mentre, dentro il suo ufficio, si travestiva e agghindava per il solito /scup/ settimanale. “Si, ho un DVD, ma anche un nuovissimo ipod che….”. “No, no, Massimo… parlavo del lettore, o meglio dei lettori dei tuoi articoli!”. “Li leggono?” ha gridato colto alla sprovvista, mentre un leggero rosso-soddisfazione gli colorava le gote. “Guarda, guarda, ed io che pensavo bastassero quelle foto! Del resto, una sesta al silicone è sempre una sesta….” ha continuato scuotendo la testa.
Per qualche ragione intuivo che il nostro cronista d’assalto non avrebbe risolto il mio dilemma. Fortuna ha voluto che, proprio in quel momento, passasse di lì il dottor Agnello Immolato, il vice-direttore. Il dottor Immolato è persona degnissima: una sorta di padre spirituale per tutti noi. Un diplomatico con il dono del saper ascoltare. Profittando della sua rara capacità di riuscire a non scontentare nessuno, il dottor Libero gli affida gli articoli di fondo trattanti tematiche bipartizan. Tra i miei preferiti ricordo: E’ primavera alzatevi bambini, Meglio un uovo sodo oggi che una gallina domani, Dal compromesso storico ai salotti con le poltrone in pelle umana, e via così.
“I lettori? Non si potrebbe davvero fare senza!” la risata argentina di lui ebbe il potere di rilassarmi. Il futuro-collega mi fece cenno di seguirlo: “Vieni in ufficio, ti faccio vedere una cosa!”. Lo studio di Agnello Immolato è un ambiente che mette soggezione. Gli scaffali e l'immenso tavolo centrale sono stracolmi di ritratti di lui in compagnia delle più grandi personalità del nostro tempo. Ho contato non meno di sette o otto Papi, quattro Dalai Lama, cinque anziani mariti di Liz Taylor, una intera scolaresca adottata da Madonna, nonché – in alcune foto dove il dottore sembrava presentarsi all’obiettivo da solo - diversi Grandi Maestri Massonici in incognito.
“Il lettore – tanto più se fisso – va incoraggiato, mia cara!” ha rimarcato ancora il vice, agguantando un soprammobile luccicante dal centro del tavolo. “Ed il suo input é tanto importante che non passa giorno in cui noi de LA VOCE DEL PADRONE glielo ricordiamo! Lo ricordiamo a lui, così come a noi stessi!” ha concluso strizzandomi l’occhio.
Che sciocca che ero stata! Di fatto, mi é bastato gettare un solo sguardo alla targa dorata che il dottor Immolato mi porgeva, per riconoscere, nella stessa, la NOTA PER IL LETTORE FISSO che, da cinquant’anni, con regolarità quotidiana, LA VOCE DEL PADRONE si fa scrupolo di pubblicare a caratteri cubitali sull'ultima di copertina!
Ed in fondo, non era stato anche per tanta, sbandierata, onestà d’approccio e di metodo che avevo primariamente scelto quel particolare quotidiano come porta d’ingresso verso la professione del mio futuro? Ed esistono forse parole più appropriate, per iniziare una perfetta relazione cronista-lettore, di quelle che hanno ispirato il nostro illustre editore ,tanto tempo fa? Non credo proprio!
Eccolo dunque quel glorioso motto, direttamente dall'ultima di copertina de LA VOCE DEL PADRONE in edicola quest'oggi:
NOTA PER IL LETTORE FISSO
‘AZZO VUOI?
Caro diario, mi sento già meglio! Le idee sono senz'altro più chiare! Del resto, quando si lavora per una simile, grande, testata: uno, nessuno, centomila lettori, ma che differenza fa?
che emozione! Abbiamo un lettore fisso! Il nostro primo lettore!
“Ammazzalo e imbalsamalo!” mi ha suggerito scettico Gigino Tor Quemada. Il caporedattore diventa ogni giorno più insopportabile! Ma oggi sono così soddisfatta che i suoi rimbrotti non mi toccano. Un primo lettore per una futura giornalista non è questione da poco. Ed egli dovrebbe essere trattato alla stregua del primo centesimo di zio Paperone: dovrebbe essere salvaguardato, protetto. Pensa che tristezza se lui ci ripensasse!
Almeno questa era la mia opinione! Un rapido giro nei corridoi della redazione mi ha però dato da riflettere. Se lo scetticismo di Tor Quemada - data la nota incompatibilità dei nostri caratteri - mi aveva lasciato indifferente, l’atteggiamento degli altri futuri-colleghi mi ha quantomeno incuriosito.
“Un lettore?” ha ribadito Massimo Delrisultato mentre, dentro il suo ufficio, si travestiva e agghindava per il solito /scup/ settimanale. “Si, ho un DVD, ma anche un nuovissimo ipod che….”. “No, no, Massimo… parlavo del lettore, o meglio dei lettori dei tuoi articoli!”. “Li leggono?” ha gridato colto alla sprovvista, mentre un leggero rosso-soddisfazione gli colorava le gote. “Guarda, guarda, ed io che pensavo bastassero quelle foto! Del resto, una sesta al silicone è sempre una sesta….” ha continuato scuotendo la testa.
Per qualche ragione intuivo che il nostro cronista d’assalto non avrebbe risolto il mio dilemma. Fortuna ha voluto che, proprio in quel momento, passasse di lì il dottor Agnello Immolato, il vice-direttore. Il dottor Immolato è persona degnissima: una sorta di padre spirituale per tutti noi. Un diplomatico con il dono del saper ascoltare. Profittando della sua rara capacità di riuscire a non scontentare nessuno, il dottor Libero gli affida gli articoli di fondo trattanti tematiche bipartizan. Tra i miei preferiti ricordo: E’ primavera alzatevi bambini, Meglio un uovo sodo oggi che una gallina domani, Dal compromesso storico ai salotti con le poltrone in pelle umana, e via così.
“I lettori? Non si potrebbe davvero fare senza!” la risata argentina di lui ebbe il potere di rilassarmi. Il futuro-collega mi fece cenno di seguirlo: “Vieni in ufficio, ti faccio vedere una cosa!”. Lo studio di Agnello Immolato è un ambiente che mette soggezione. Gli scaffali e l'immenso tavolo centrale sono stracolmi di ritratti di lui in compagnia delle più grandi personalità del nostro tempo. Ho contato non meno di sette o otto Papi, quattro Dalai Lama, cinque anziani mariti di Liz Taylor, una intera scolaresca adottata da Madonna, nonché – in alcune foto dove il dottore sembrava presentarsi all’obiettivo da solo - diversi Grandi Maestri Massonici in incognito.
“Il lettore – tanto più se fisso – va incoraggiato, mia cara!” ha rimarcato ancora il vice, agguantando un soprammobile luccicante dal centro del tavolo. “Ed il suo input é tanto importante che non passa giorno in cui noi de LA VOCE DEL PADRONE glielo ricordiamo! Lo ricordiamo a lui, così come a noi stessi!” ha concluso strizzandomi l’occhio.
Che sciocca che ero stata! Di fatto, mi é bastato gettare un solo sguardo alla targa dorata che il dottor Immolato mi porgeva, per riconoscere, nella stessa, la NOTA PER IL LETTORE FISSO che, da cinquant’anni, con regolarità quotidiana, LA VOCE DEL PADRONE si fa scrupolo di pubblicare a caratteri cubitali sull'ultima di copertina!
Ed in fondo, non era stato anche per tanta, sbandierata, onestà d’approccio e di metodo che avevo primariamente scelto quel particolare quotidiano come porta d’ingresso verso la professione del mio futuro? Ed esistono forse parole più appropriate, per iniziare una perfetta relazione cronista-lettore, di quelle che hanno ispirato il nostro illustre editore ,tanto tempo fa? Non credo proprio!
Eccolo dunque quel glorioso motto, direttamente dall'ultima di copertina de LA VOCE DEL PADRONE in edicola quest'oggi:
NOTA PER IL LETTORE FISSO
‘AZZO VUOI?
Caro diario, mi sento già meglio! Le idee sono senz'altro più chiare! Del resto, quando si lavora per una simile, grande, testata: uno, nessuno, centomila lettori, ma che differenza fa?
Monday, November 2, 2009
A LEZIONE DI GIORNALISMO: L'INVIATO SPECIALE 2.11.2009
Caro diario,
indovina chi ha tenuto la lezione di giornalismo, oggi? Niente-poco-di-meno-che il nostro Inviato Speciale negli Stati Uniti, Jo Comeandgo! Nelle ispirate parole di un orgogliosissimo dottor Libero che questa mattina ce lo ha presentato: “Nato alle pendici del Gennargentu (il vero nome è Giuannicu Bandabeni!), Jo ha rotto il c**** per anni dai suoi siti di informazione. Poi, come in una bellissima favola multimediale, il grande salto americano: all'inizio come giornalista-trendy del prestigioso canale satellitare NOTONLYPORN e successivamente proprio come inviato cool de LA VOCE DEL PADRONE!”.
Non vi é testata-giornalistica-di-grido che non ce lo invidi! Il direttore lo sa bene e lo tratta da sorvegliato di lusso. Inutile dire quindi che il tempo di Jo è contato ma, tanta è la sua carineria, che oggi ci ha concesso ben 14 minuti e 36 secondi dello stesso da spendere in domande-a-raffica.
Elegantissimo, abbronzato, baffetti impomatati da professionista assennato, Jo si è solo fatto scrupolo di accomodarsi a meno di due metri di distanza da Adsl Senzalimiti la sua assitente-abissina-porta-palmari. Egli infatti viaggia sempre con almeno sette telefonini di ultima generazione, cinque dei quali costantemente collegati ad Internet ed uno direttamente linkato alla IIS, la Stazione Spaziale Internazionale perché “Jo Comeandgo, non lascia mai la notizia al caso!”, ci ha fatto notare. Che tempra! Che giornalista!
L’onore della prima domanda è naturalmente andato ad Edy Toria che con Jo - sussurrano i bene informati - ha avuto una love-story-mai-completamente-smentita durante la loro indimenticabile copertura della festa di compleanno di Alì Mortacc, temutissimo capo talebano del quartiere La Vucciria di Palermo. La nostra Firma più Prestigiosa non é venuta meno alla sua fama di segugio sopraffino: “Jo, come stai?” gli ha chiesto senza girarci intorno.
Immagino che certe simpatie-elettive aprano canali comunicativi speciali per le anime che le vivono! Difficile dunque, per “gli altri”, capire le mille sfumature di quell’alzata-di-spalle che lui le ha regalato. Il sospiro rapito e profondo di Samantha della cronaca rosa ha infine sigillato acusticamente un momento da ricordare.
“Obama… Obama… Obama… Jo, raccontaci la sua America!” lo ha incalzato subito dopo Il Cattivo, una delle nostre vecchie volpi più ingenue. Ancora una volta dimostrando – se mai ce ne fosse stato bisogno – che, anche nel giornalismo, il talento non è condizione da cui prescindere impunemente, è stato allora che Jo ha dato il meglio di sé.
In meno di 4 minuti e 25 secondi – cronometro alla mano – egli è infatti riuscito a tratteggiare un vivido-ritratto-della-nuova-America-obamiana, come nessun altro era riuscito a fare prima. Dal riprovevole tentativo di Bush di corrompere l’Accademia Svedese con i suoi temini di terza elementare, nell’astuto tentativo di farsi assegnare un qualsiasi-premio-nobel-rimasto, all’affaire-scandalo-pollo-fritto-Obama in confezioni da 500 grammi, dalla faccia-seccata di Dick Cheney adesso costretto a sparare alle quaglie-e-a-chiunque-si-trovasse-a-tiro da dietro il filo spinato del favoloso-parco-che-circonda-la-Casa-Bianca, al chiacchieratissimo ciondolo da 6000 euro ricevuto dal presidente americano durante l’ultimo G8 a Casoria (Italia), dalle zucchine-giganti di Michelle, al gettonatissimo le avventure di Obama Croft… nulla, ma proprio nulla, ha saputo fuggire la lente-di-ingrandimento-giornalistico-Jo-Comeandgo!
Caro diario, quando l’elicottero personale è infine atterrato in cima allo stabile per riportare il nostro eroe in aeroporto, l’intera redazione de LA VOCE DEL PADRONE ha voluto accompagnarlo fino a quell’ultimo piano! E che io sia dannata se - mentre salutava con il fazzoletto bianco modello Pavarotti - non ho visto persino l'eternamente composto dottor Ghino di Punta piangere una sua furtiva lacrima!
indovina chi ha tenuto la lezione di giornalismo, oggi? Niente-poco-di-meno-che il nostro Inviato Speciale negli Stati Uniti, Jo Comeandgo! Nelle ispirate parole di un orgogliosissimo dottor Libero che questa mattina ce lo ha presentato: “Nato alle pendici del Gennargentu (il vero nome è Giuannicu Bandabeni!), Jo ha rotto il c**** per anni dai suoi siti di informazione. Poi, come in una bellissima favola multimediale, il grande salto americano: all'inizio come giornalista-trendy del prestigioso canale satellitare NOTONLYPORN e successivamente proprio come inviato cool de LA VOCE DEL PADRONE!”.
Non vi é testata-giornalistica-di-grido che non ce lo invidi! Il direttore lo sa bene e lo tratta da sorvegliato di lusso. Inutile dire quindi che il tempo di Jo è contato ma, tanta è la sua carineria, che oggi ci ha concesso ben 14 minuti e 36 secondi dello stesso da spendere in domande-a-raffica.
Elegantissimo, abbronzato, baffetti impomatati da professionista assennato, Jo si è solo fatto scrupolo di accomodarsi a meno di due metri di distanza da Adsl Senzalimiti la sua assitente-abissina-porta-palmari. Egli infatti viaggia sempre con almeno sette telefonini di ultima generazione, cinque dei quali costantemente collegati ad Internet ed uno direttamente linkato alla IIS, la Stazione Spaziale Internazionale perché “Jo Comeandgo, non lascia mai la notizia al caso!”, ci ha fatto notare. Che tempra! Che giornalista!
L’onore della prima domanda è naturalmente andato ad Edy Toria che con Jo - sussurrano i bene informati - ha avuto una love-story-mai-completamente-smentita durante la loro indimenticabile copertura della festa di compleanno di Alì Mortacc, temutissimo capo talebano del quartiere La Vucciria di Palermo. La nostra Firma più Prestigiosa non é venuta meno alla sua fama di segugio sopraffino: “Jo, come stai?” gli ha chiesto senza girarci intorno.
Immagino che certe simpatie-elettive aprano canali comunicativi speciali per le anime che le vivono! Difficile dunque, per “gli altri”, capire le mille sfumature di quell’alzata-di-spalle che lui le ha regalato. Il sospiro rapito e profondo di Samantha della cronaca rosa ha infine sigillato acusticamente un momento da ricordare.
“Obama… Obama… Obama… Jo, raccontaci la sua America!” lo ha incalzato subito dopo Il Cattivo, una delle nostre vecchie volpi più ingenue. Ancora una volta dimostrando – se mai ce ne fosse stato bisogno – che, anche nel giornalismo, il talento non è condizione da cui prescindere impunemente, è stato allora che Jo ha dato il meglio di sé.
In meno di 4 minuti e 25 secondi – cronometro alla mano – egli è infatti riuscito a tratteggiare un vivido-ritratto-della-nuova-America-obamiana, come nessun altro era riuscito a fare prima. Dal riprovevole tentativo di Bush di corrompere l’Accademia Svedese con i suoi temini di terza elementare, nell’astuto tentativo di farsi assegnare un qualsiasi-premio-nobel-rimasto, all’affaire-scandalo-pollo-fritto-Obama in confezioni da 500 grammi, dalla faccia-seccata di Dick Cheney adesso costretto a sparare alle quaglie-e-a-chiunque-si-trovasse-a-tiro da dietro il filo spinato del favoloso-parco-che-circonda-la-Casa-Bianca, al chiacchieratissimo ciondolo da 6000 euro ricevuto dal presidente americano durante l’ultimo G8 a Casoria (Italia), dalle zucchine-giganti di Michelle, al gettonatissimo le avventure di Obama Croft… nulla, ma proprio nulla, ha saputo fuggire la lente-di-ingrandimento-giornalistico-Jo-Comeandgo!
Caro diario, quando l’elicottero personale è infine atterrato in cima allo stabile per riportare il nostro eroe in aeroporto, l’intera redazione de LA VOCE DEL PADRONE ha voluto accompagnarlo fino a quell’ultimo piano! E che io sia dannata se - mentre salutava con il fazzoletto bianco modello Pavarotti - non ho visto persino l'eternamente composto dottor Ghino di Punta piangere una sua furtiva lacrima!
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