Tuesday, November 3, 2009

IL LETTORE FISSO 03.11.2009

Caro diario,
che emozione! Abbiamo un lettore fisso! Il nostro primo lettore!

“Ammazzalo e imbalsamalo!” mi ha suggerito scettico Gigino Tor Quemada. Il caporedattore diventa ogni giorno più insopportabile! Ma oggi sono così soddisfatta che i suoi rimbrotti non mi toccano. Un primo lettore per una futura giornalista non è questione da poco. Ed egli dovrebbe essere trattato alla stregua del primo centesimo di zio Paperone: dovrebbe essere salvaguardato, protetto. Pensa che tristezza se lui ci ripensasse!

Almeno questa era la mia opinione! Un rapido giro nei corridoi della redazione mi ha però dato da riflettere. Se lo scetticismo di Tor Quemada - data la nota incompatibilità dei nostri caratteri - mi aveva lasciato indifferente, l’atteggiamento degli altri futuri-colleghi mi ha quantomeno incuriosito.

“Un lettore?” ha ribadito Massimo Delrisultato mentre, dentro il suo ufficio, si travestiva e agghindava per il solito /scup/ settimanale. “Si, ho un DVD, ma anche un nuovissimo ipod che….”. “No, no, Massimo… parlavo del lettore, o meglio dei lettori dei tuoi articoli!”. “Li leggono?” ha gridato colto alla sprovvista, mentre un leggero rosso-soddisfazione gli colorava le gote. “Guarda, guarda, ed io che pensavo bastassero quelle foto! Del resto, una sesta al silicone è sempre una sesta….” ha continuato scuotendo la testa.

Per qualche ragione intuivo che il nostro cronista d’assalto non avrebbe risolto il mio dilemma. Fortuna ha voluto che, proprio in quel momento, passasse di lì il dottor Agnello Immolato, il vice-direttore. Il dottor Immolato è persona degnissima: una sorta di padre spirituale per tutti noi. Un diplomatico con il dono del saper ascoltare. Profittando della sua rara capacità di riuscire a non scontentare nessuno, il dottor Libero gli affida gli articoli di fondo trattanti tematiche bipartizan. Tra i miei preferiti ricordo: E’ primavera alzatevi bambini, Meglio un uovo sodo oggi che una gallina domani, Dal compromesso storico ai salotti con le poltrone in pelle umana, e via così.

“I lettori? Non si potrebbe davvero fare senza!” la risata argentina di lui ebbe il potere di rilassarmi. Il futuro-collega mi fece cenno di seguirlo: “Vieni in ufficio, ti faccio vedere una cosa!”. Lo studio di Agnello Immolato è un ambiente che mette soggezione. Gli scaffali e l'immenso tavolo centrale sono stracolmi di ritratti di lui in compagnia delle più grandi personalità del nostro tempo. Ho contato non meno di sette o otto Papi, quattro Dalai Lama, cinque anziani mariti di Liz Taylor, una intera scolaresca adottata da Madonna, nonché – in alcune foto dove il dottore sembrava presentarsi all’obiettivo da solo - diversi Grandi Maestri Massonici in incognito.

“Il lettore – tanto più se fisso – va incoraggiato, mia cara!” ha rimarcato ancora il vice, agguantando un soprammobile luccicante dal centro del tavolo. “Ed il suo input é tanto importante che non passa giorno in cui noi de LA VOCE DEL PADRONE glielo ricordiamo! Lo ricordiamo a lui, così come a noi stessi!” ha concluso strizzandomi l’occhio.

Che sciocca che ero stata! Di fatto, mi é bastato gettare un solo sguardo alla targa dorata che il dottor Immolato mi porgeva, per riconoscere, nella stessa, la NOTA PER IL LETTORE FISSO che, da cinquant’anni, con regolarità quotidiana, LA VOCE DEL PADRONE si fa scrupolo di pubblicare a caratteri cubitali sull'ultima di copertina!

Ed in fondo, non era stato anche per tanta, sbandierata, onestà d’approccio e di metodo che avevo primariamente scelto quel particolare quotidiano come porta d’ingresso verso la professione del mio futuro? Ed esistono forse parole più appropriate, per iniziare una perfetta relazione cronista-lettore, di quelle che hanno ispirato il nostro illustre editore ,tanto tempo fa? Non credo proprio!

Eccolo dunque quel glorioso motto, direttamente dall'ultima di copertina de LA VOCE DEL PADRONE in edicola quest'oggi:

NOTA PER IL LETTORE FISSO

‘AZZO VUOI?

Caro diario, mi sento già meglio! Le idee sono senz'altro più chiare! Del resto, quando si lavora per una simile, grande, testata: uno, nessuno, centomila lettori, ma che differenza fa?

2 comments:

  1. Tieni duro, futura giornalista. Come sto tenendo duro io. In bocca al lupo. Maria

    ReplyDelete
  2. Grazie Maria, sebbene con tanto tantissimo ritardo. Ciao.

    ReplyDelete